Via Andrea Bafile, 5 / 00195 Roma (RM)
+39 06.51.49.924 - 328.15.75.673

Impugnazione del Piano urbanistico comunale e permesso di costruire per realizzare manufatti precari

Urbanistica – Pianificazione – Piano urbanistico comunale – Entrata in vigore – Individuazione – Conseguenza ai fini della tempestività della sua impugnazione. 

Edilizia – Permesso di costruzione – Manufatto precario – Individuazione. 

Il piano urbanistico comunale entra in vigore il giorno della pubblicazione del provvedimento di approvazione definitiva nel Bollettino Ufficiale (nella specie, della Regione Autonoma della Sardegna, che ha previsto tale adempimento con l’art. 20, comma 8, l. reg. n. 45 del 1989); tale forma di pubblicità, obbligatoria e non facoltativa, realizza la forma legale tipica di conoscenza di tale atto cui va ricollegata la decorrenza del termine per l’impugnazione delle disposizioni dirette a regolamentare l’uso del territorio negli aspetti urbanistici ed edilizi che in via immediata (come le norme di c.d. zonizzazione, la destinazione di aree a soddisfare gli standard urbanistici, la localizzazione di opere pubbliche o di interesse collettivo) stabiliscono le potenzialità edificatorie della porzione di territorio interessata.  

Il carattere di precarietà di una costruzione, ai fini della esenzione dal permesso di costruire, non va desunto dalla possibile facile e rapida amovibilità dell’opera, ovvero dal tipo più o meno fisso del suo ancoraggio al suolo, ma dal fatto che la costruzione appaia destinata a soddisfare una necessità contingente ed essere poi prontamente rimossa; rientrano in tale nozione le opere destinate a soddisfare una necessità imprenditoriale contingente per essere poi prontamente ed integralmente rimosse; né tale connotazione può ritenersi preclusa dalla c.d. stagionalità (1).

(1) Ha ricordato il Tar come la giurisprudenza abbia avuto modo di affermare al riguardo che, ai fini dell’esenzione del permesso di costruire, l’opera deve essere destinata ad un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente e sollecita eliminazione, non essendo sufficiente che si tratti eventualmente di un manufatto smontabile e/o non infisso al suolo (Cass. pen., sez. III, 21 giugno 2011, n. 34763); si sostiene cioè che non implica precarietà dell’opera e richiede, pertanto, il permesso di costruire, il manufatto di carattere stagionale ossia la struttura utilizzata annualmente per soddisfare bisogni ricorrenti e non provvisori attraverso la permanenza nel tempo della sua funzione (in termini Cass. pen., sez. III, 21 giugno 2011, n. 34763; Cons. St., sez. IV, 22 dicembre 2007, n. 6615). 

Tar Sardegna, sez. II, 12 aprile 2017, n. 254

Post Correlati

Commenta

WhatsApp chat