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Riparto dell’onere probatorio tra le parti nelle cause di ottemperanza inerenti il pagamento di crediti

Processo amministrativo – Giudizio di ottemperanza – Pagamento di crediti – Onere della prova – Individuazione.

In ordine al riparto dell’onere probatorio tra le parti nelle cause di ottemperanza inerenti il pagamento di crediti, si esula dai principi ordinari del processo amministrativo in ordine all’onere dell’Amministrazione di produrre in giudizio i documenti, perché non si versa in una situazione di asimmetria informativa tra privato e amministrazione  (1).

(1) Ad avviso del C.g.a., al contrario, trattandosi di un normale e paritetico rapporto di credito-debito, le parti si trovano in posizione paritaria, e il creditore è il soggetto meglio in grado di conoscere se il proprio credito è stato o meno soddisfatto.

Semmai, l’asimmetria gioca, in materi di indennizzi di legge Pinto, in danno dell’Amministrazione, oberata di decreti di condanna da eseguire, e che potrebbe perciò avere difficoltà nel reperire e fornire tempestivamente la prova dell’avvenuto pagamento.

Il creditore ha pertanto il dovere di agire con la normale prudenza e lealtà, e di non azionare liti per crediti già soddisfatti.

Ove ciò possa accadere a causa di disallineamenti temporali tra l’avvio dell’azione e la notizia del pagamento, il creditore che abbia instaurato il giudizio ha l’onere di comunicare tempestivamente al giudice l’avvenuto pagamento, impedendo così che si arrivi ad una decisione di condanna per crediti già estinti.

C.g.a. 20 aprile 2020, n. 253

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