Via Andrea Bafile, 5 / 00195 Roma (RM)
+39 06.51.49.924 - 328.15.75.673

Blocco della Banca per Pignoramento Prima Casa

Con la legge 19 dicembre 2019, n. 157 approvata dal Parlamento (legge che ha convertito il Dl n.124/2019) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 24 dicembre 2019, introduce una norma importante (l’art. 41-bis) che disciplina, in via eccezionale, temporanea e non ripetibile, la rinegoziazione del mutuo in favore del consumatore che non ha potuto pagare il mutuo ed è soggetto al pignoramento immobiliare.

Il consumatore potrà chiedere così l’assistenza del Fondo di garanzia prima casa. Con la sospensione o blocco, il consumatore potrà proporre, fino al 31.12.2021, un’istanza di rinegoziazione del mutuo laddove la propria abitazione principale è stata oggetto di un pignoramento tra il 1° gennaio 2010 e il 30 giugno 2019.

La legge, prevede che devono sussistere le seguenti condizioni per avvalersi di questa facoltà.

Il debitore deve essere qualificato come consumatore, cioè persona fisica, che non agisca per motivi legati all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale.

Deve essere in corso una procedura esecutiva immobiliare avente ad oggetto l’abitazione principale (prima casa) e il pignoramento sia stato notificato tra la data del 1° gennaio 2010 e quella del 30 giugno 2019.

Il debito insoluto deve dipendere da un mutuo con garanzia ipotecaria di primo grado, concesso per l’acquisto di prima casa.

Per ottenere tale beneficio è necessario che non vi siano altri creditori intervenuti nella procedura di pignoramento.

Il debitore deve aver rimborsato almeno il 10% del capitale del credito ipotecario originariamente finanziato alla data della presentazione dell’istanza di rinegoziazione. Inoltre, il debito complessivo non deve essere superiore a euro 250.000.

Nella richiesta di rinegoziazione del mutuo, il debitore deve offrire un importo non inferiore al 75% del prezzo base della successiva asta ovvero come determinato nella consulenza tecnica d’ufficio nel caso in cui non sia stata fissata l’asta. Qualora il debito complessivo sia inferiore al 75% dei predetti valori, l’importo offerto non può essere inferiore al debito per capitale e interessi calcolati ai sensi della lettera g), senza applicazione della percentuale del 75%.

Il rimborso dell’importo rinegoziato deve avvenire con una dilazione non superiore a 30 anni, tale che la sua durata in anni, sommata all’età del debitore, non superi il numero di 80 e a condizione che il debitore rimborsi le spese liquidate dal giudice, anche a titolo di rivalsa, in favore del creditore.

Post Correlati

Commenta

WhatsApp chat