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Determinazione della competenza per valore in caso di impugnativa di delibera assembleare condominiale

Con la recente ordinanza 21227 del 28.08.2018, la Corte di Cassazione – II sez. civ., pronunciatasi a seguito di “regolamento di competenza”, si è conformata al principio di diritto secondo il quale, ai fini della determinazione della competenza per valore riguardo all’impugnativa di deliberazioni assembleari di natura condominiale, occorre far riferimento soltanto all’entità della spesa specificamente contestata e non all’intero ammontare risultante dal riparto approvato dall’assemblea; e ciò anche nel caso in cui l’attore abbia chiesto l’annullamento delle delibere, ove complessivamente intese.
Trattandosi di violazioni sostanziali, è necessario che la parte che intende impugnare sia portatrice di un interesse concreto diretto ad un vantaggio effettivo e non solo astratto (Cassazione civile 153777/00) per cui, nel caso in cui il singolo condòmino censura la legittimità della ripartizione delle spese, il suo interesse ad agire per far accertare l’eventuale illegittimità della ripartizione è correlato all’importo che lo stesso sarebbe tenuto a corrispondere in ragione della ripartizione deliberata.
Diversa è, invece, l’ipotesi di impugnazione che abbia ad oggetto la denuncia per la violazione di regole formali (es. incompletezza dell’ordine del giorno o errore nel procedimento di convocazione o costituzione assembleare): la legittimazione ad agire non è subordinata alla deduzione ed alla prova di uno specifico interesse ad agire, atteso che il suddetto interesse è costituito proprio dall’accertamento dei vizi formali (Cassazione civile 2999/2010; 4270/2011). In tali casi, il valore della causa corrisponde a quello riportato nella deliberazione.

L’AUTORE: La Redazione

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